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DDL Valditara: un grave arretramento sui diritti e sull’educazione delle nuove generazioni

By 4 Giugno 2026No Comments

Con l’approvazione del DDL Valditara, il Parlamento introduce un provvedimento che vieta i percorsi di educazione sessuo-affettiva nelle scuole dell’infanzia e primaria e subordina quelli nelle scuole secondarie al consenso informato preventivo delle famiglie. Una misura che, di fatto, limiterà fortemente l’accesso di studentesse e studenti a un’educazione fondamentale per la crescita personale, relazionale e sociale.

È bene ricordare che l’educazione sessuo-affettiva non riguarda esclusivamente la dimensione della sessualità, ma rappresenta un pilastro nella formazione integrale della persona: promuove il rispetto di sé e dell’altr*, educa al consenso, contribuisce alla prevenzione della violenza di genere e al contrasto di fenomeni come il bullismo e le discriminazioni.

A livello internazionale, tali percorsi sono riconosciuti come un diritto umano fondamentale da organismi quali ONU, OMS, UNESCO e Consiglio d’Europa. In gran parte dei Paesi europei, l’educazione sessuo-affettiva è introdotta fin dai primi anni di scuola proprio per favorire lo sviluppo consapevole delle persone e la costruzione di società più inclusive ed equilibrate. L’Italia, con questo provvedimento, si colloca in netta controtendenza.

Le disposizioni approvate non solo ostacolano l’accesso a strumenti educativi essenziali, ma rischiano di compromettere la libertà di insegnamento delle e dei docenti, introducendo ulteriori barriere nell’offerta formativa scolastica, che si configura sempre di più come trasferimento di nozioni e non come spazio critico di formazione del pensiero. Inoltre, contribuiscono a rendere invisibili e non nominabili le esperienze e le identità LGBTQIA+, con conseguenze rilevanti sul piano culturale e sociale.

“In un momento storico segnato da profonde crisi internazionali ed economiche, – dichiara Alessia Crocini, presidente di Famiglie Arcobaleno – il Governo sceglie di prestare il fianco alle frange più estremiste del proprio elettorato. La legge cerca il consenso di gruppi che si oppongono all’autodeterminazione delle persone, con conseguenze che riguardano l’intera società. Ostacolare in modo così evidente l’educazione al rispetto nelle scuole significa impedire una reale prevenzione della violenza di genere e, più in generale, di tutte le forme di violenza e discriminazione che la cronaca ci restituisce con crescente frequenza, in particolare nelle scuole. La preoccupazione è forte rispetto alle ricadute che questo provvedimento potrà avere nel medio e lungo periodo: si rischia di privare le nuove generazioni di strumenti fondamentali per comprendere sé stesse e gli altri, alimentando disinformazione, stereotipi e disuguaglianze. Per queste ragioni, si ribadisce la necessità di difendere e promuovere un’educazione pubblica laica, inclusiva, scientificamente fondata e rispettosa dei diritti di tutte e tutti.”