04/03/2009 - Federica, Cecilia e Arianna
 

Non sembrano lontane le domenica in campagna trascorse con il fratellino, la mamma ed il papà. Eppure gli anni sono passati in fretta e Federica è cresciuta, ha studiato per diventare infermiera, si è trasferita a Roma, si è sposata e ha avuto una bimba, Arianna. Poi, a 32 anni, conosce Cecilia, un’altra infermiera, più giovane di sei anni, che lavora nello stesso ospedale. Fanno amicizia, escono insieme: il cinema, lo shopping, il parco gioco con la bimba...
Federica sta bene con Cecilia. C’è un feeling molto forte sin dal primo istante. Cecilia è simpatica, intelligente, affascinante. Cecilia le fa battere forte il cuore. Cecilia… è una donna! Federica è confusa all’inizio, poi, quando le sue emozioni iniziano a pretendere di essere chiamate con il loro vero nome, la confusione diventa panico. “Ero felice, lei mi faceva sentire meravigliosamente. Ma ero anche terrorizzata e le ho detto che era una storia impossibile, che io avevo una bambina e che mai e poi mai avrei potuto vivere questo amore per lei, che mai e poi mai io e lei saremmo potute stare insieme, che era una cosa assurda ed impensabile…”.
Federica sceglie di scappare, letteralmente. Fugge da sua madre, a duecento chilometri di distanza. “Non c’è modo di vivere… questa cosa!” ripete al telefono a Cecilia: “Non c’è modo!”. E Cecilia le continua a rispondere: “Se non c’è, lo inventeremo noi. Insieme”.
Federica è fuggita col corpo, ma capisce che la sua mente ed il suo cuore sono ancora a Roma, con Cecilia. No, non potrai mai fuggire davvero. Sì… ma Arianna, che ormai ha quattro anni, come crescerà Arianna? Ed è meglio crescere in una casa con due persone legate solo dalla tristezza, dalla menzogna e dall’obbligo o con due persone legate dall’amore? Dopo due settimane decide: torna a Roma. Da Cecilia, non dal marito.
“Ma che cosa c’hai in quella testa, Federica?” le dicono in tanti: “Butti via tutto? Distruggi tutto?”. Il più furibondo è ovviamente il marito, che per nulla al mondo vuole permettere che la bimba cresca con due donne: “Non si è mai sentito nulla di simile al mondo!”. Non mancano i momenti di tensione. E di paura.
Ma Federica non cede, anche grazie al grande sostegno offerto dall’associazione Famiglie Arcobaleno. E piano piano, giorno dopo giorno, anche chi le sta attorno inizia a capire che Federica fa sul serio, che non è stata la follia di un momento. E, soprattutto, che Federica non vuole distruggere, ma costruire... Costruire qualcosa di vero, di sincero: non si può vivere nella menzogna.
E lentamente anche il rapporto con l’ex marito migliora: “Si è reso conto da solo che la bambina sta bene, è serena, contenta e soprattutto equilibrata! Gli abbiamo dimostrato piano piano che anche due donne possono crescere insieme un figlio serenamente, che non c'è nulla di cui aver paura”. Arianna è oggi in affidamento condiviso e passa molto tempo anche con il padre, che può vederla quando vuole.
E così sono già due anni che Federica, Cecilia e Arianna vivono sotto lo stesso tetto: “Io e Cecilia condividiamo la quotidianità, gestiamo il budget mensile, cresciamo insieme la bambina cercando di educarla al meglio e seguendola in tutte le sue attività, dalla scuola alla palestra, ai giochi… Non abbiamo nulla di meno rispetto alle famiglie ‘convenzionali’, eccetto il riconoscimento legale della nostra unione”.
Sì, perché per la legge italiana la famiglia di Federica e Cecilia semplicemente non esiste. Nonostante vivano come qualsiasi famiglia. Nonostante il loro progetto sia quello di vivere insieme per tanto, tantissimo tempo, e magari per sempre. Tant’è vero che stanno progettando l’arrivo di un altro bambino, grazie all’inseminazione artificiale. Ovviamente all’estero, perché in Italia a loro è proibito. “Pensiamo che sia assurdo e ingiusto non permettere a due persone che si amano e che sono una famiglia, di avere un desideratissimo figlio, solo perché omosessuali”.
Andare all’estero per far nascere il bambino avrà costi notevoli, lo stress psico-fisico sarà altissimo e, una volta nato, il bambino risulterà figlio solo della madre biologica, mentre la compagna, che pure amerà e crescerà il piccolo tanto quanto la madre biologica, per la legge non sarà nessuno. Ma le due mamme non cederanno neppure questa volta: “Che dire? Purtroppo la situazione è questa, ma non rinunceremo a nostro figlio e faremo tutto quello che servirà!”.
E passeranno i giorni, i mesi, gli anni. E arriverà il tempo in cui anche Arianna ricorderà la sua infanzia e le sue domeniche trascorse con il fratellino e le loro due tenaci mamme... 

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