02/07/2016 - Catania Pride 2016, intervento Marilena Grassadonia

Prendere la parola oggi qui davanti a voi è per me una emozione immensa. Perché oggi sono particolarmente ORGOGLIOSA di essere donna, di essere lesbica, di essere madre, di essere siciliana.
Sono orgogliosa che la mia terra, la nostra terra abbia saputo realizzare tutto questo (guardiamoci in faccia) con il coraggio e la determinazione che contraddistingue noi e la nostra storia.
Il documento politico di questo Pride è un documento prezioso che parla di CULTURA, di LIBERTA’, di DIRITTI.
Ma soprattutto parla di MEMORIA: il movimento lgbtqi “deve agire la memoria”.
Perché il compito più grande che abbiamo è quello di non dimenticare, di conoscere la nostra storia, di guardare la strada che abbiamo percorso da quel lontano 1969, per ricordarci sempre che quello che oggi siamo lo dobbiamo soltanto a noi stessi.
E’ solo grazie a noi, al nostro metterci la faccia ogni giorno, alla dignità delle nostre vite, al coraggio delle nostre scelte, alla bellezza dei nostri corpi se oggi la gente è al nostro fianco in questa battaglia di civiltà.
Perché la gente ha ormai capito che una società con un diritto in più e una società migliore per tutti, anche per chi quel diritto lo ha già riconosciuto.
In questi ultimi anni, in questi mesi, oggi, la società civile è con noi. Vedere sfilare i compagnetti di classe dei nostri figli, le maestre, i nonni: è questa la svolta epocale, è questa la vittoria più grande, un’onda inarrestabile di civiltà che nessuno potrà più fermare.
E poi c’è la politica, quella politica vigliacca e miope. Quella politica che non si è assunta le sue responsabilità e ne aveva l’occasione.
Quella politica che ha dimostrato, ancora una volta, di non essere al passo con la realtà e di non sapere legiferare facendo una cosa semplicissima e cioè ascoltando le esigenze dei propri cittadini.
E’ a quella politica che voglio dire chiaramente che nessuno di noi si accontenta delle briciole. Vogliamo diritti veri e diritti pieni.
Perché è impensabile che nel 2016 in un’Europa dei diritti l’unica cosa che la politica è riuscita a “concederci” (si a concederci) è stata una legge monca e già vecchia.
Una legge che ferisce la nostra dignità definendoci “formazione sociale specifica”, una legge che non ci ritiene capaci di essere “fedeli”, una legge che non ci riconosce genitori e che per fare questo ha tagliato fuori i più deboli: i nostri figli, figli di tutti noi.
Bambini e bambine reali in carne ed ossa, che esistono, cittadini minori discriminati di questo paese che, stando così le cose, quando saranno grandi non troveranno motivo per essere orgogliosi di essere italiani.
Ma di che essere orgogliosi ai nostri figli lo insegneremo tutti noi, tutta la nostra comunità e lo faremo raccontandogli le nostre vite, le nostre scelte, le nostre battaglie.
E lo faremo soprattutto guardandoli negli occhi con orgoglio e con tutto l’amore possibile.
Se oggi noi tutti lesbiche, gay, trans, bisex, tutti, possiamo, solo se lo vogliamo, immaginarci genitori lo dobbiamo solamente a noi stessi e a nessun altro.
Dare speranza ai giovani significa anche questo: poter progettare il proprio futuro come si desidera senza limiti o paletti discriminanti.
Vogliamo poter scegliere se sposarci oppure no, se essere genitori oppure no. Vogliamo poter scegliere come tutti i cittadini di questo paese.
Siamo ormai usciti da quel cassetto con su scritto “SIETE STERILI” in cui siamo stati rinchiusi per anni da una società omofoba e maschilista.
Sia chiaro, non ci entreremo mai più in quel cassetto!
Nessuno stralcio, nessun sondaggio, nessuna legge al ribasso riuscirà a toglierci quello che abbiamo conquistato.
E la nostra lotta continuerà con sempre maggiore convinzione e determinazione fino a quando otterremo quello che ci spetta e fino a quando l’ultimo dei nostri figli non sarà più discriminato.
Niente sconti!
Matrimonio egualitario, riconoscimento dei figli alla nascita, adozione piena per i figli che già esistono (anche con genitori separati), adozione per tutti, una legge seria contro l’omo-trans-lesbofobia.
Sono queste le nostre richieste che noi oggi più che mai rivendichiamo e pretendiamo.
I tempi della politica non ci interessano. I tempi ormai li dettiamo noi e sono quelli della realtà delle nostre vite, della memoria delle nostre conquiste e della bellezza del nostro futuro.
Un futuro in cui crediamo c he è ormai nelle nostre mani.

Grazie a tutte e a tutti!
Marilena Grassadonia
Presidente Famiglie Arcobaleno
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