03-09-2014 Siano ritirate le mozioni del "Pacchetto omofobia"
Famiglie Arcobaleno interviene sul fenomeno delle mozioni-fotocopia, approvate dai Consigli di alcuni enti locali

Nella mozione approvata dal Consiglio Comunale di Assisi, a proposito della cosiddetta «Famiglia naturale», si ritrovano le stesse identiche parole già lette in quella, analoga, approvata settimane fa a Verona: «La famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo ed una donna rappresenta l’istituzione naturale aperta alla trasmissione della vita».

Documenti di contenuto simile sono stati approvati recentemente, come noto, anche dal Consiglio della Regione Lombardia e “fatti passare”, con uno stratagemma, al consiglio comunale di Palermo. Proprio qui, la vicepresidente del Consiglio, avv. Nadia Spallitta, ha dichiarato: «Con riferimento alla mozione istitutiva della "Festa della famiglia naturale", relativa alla promozione di una giornata dedicata alla famiglia, preciso che in aula la stessa mozione è stata presentata e proposta solo in questi termini, senza alcun riferimento eventualmente discriminante delle "famiglie arcobaleno". Questa circostanza ha indotto i votanti, me compresa, a ritenere che non ci fossero elementi ostativi ad un voto favorevole. Credo che il nucleo familiare vada tutelato e valorizzato prescindendo dall'orientamento sessuale dei suoi componenti. Mi dissocio fortemente da ogni ulteriore affermazione, contenuta nella mozione, rivolta a limitare i diritti delle famiglie “omogenitoriali” ed il loro pieno riconoscimento sotto il profilo giuridico, normativo e sociale».
Tornando ad Assisi, in un’intervista, il consigliere della lista “Uniti per Assisi” che ha presentato la mozione, ha affermato: «Ho avuto la collaborazione ed il supporto dell’avv. Gianfranco Amato». Si tratta del presidente dell’associazione “Giuristi per la vita”, la stessa persona che da mesi gira nelle parrocchie di tutt’Italia facendo propaganda a favore della discriminazione delle persone a causa del loro orientamento sessuale.
Ci sembra evidente che qualcuno abbia preparato un “pacchetto omofobia” e che lo stia somministrando in approvazione a quegli enti locali ligi alla dottrina propalata dall’avv. Amato appunto. L’avv. Amato dovrebbe peraltro sapere bene che quanto affermato, «La famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo ed una donna rappresenta l’istituzione naturale aperta alla trasmissione della vita», non è vero: sono decine di migliaia le famiglie con genitori non sposati, sia etero che omoaffettive. Ma c'è di più: possono esserci tutti i requisiti cari ai Giuristi per la Vita, ossia uomo/donna e matrimonio, senza che abbia luogo la trasmissione della vita.

Famiglie Arcobaleno, l’associazione nazionale dei genitori omosessuali e transessuali, giudica questi documenti espressione di fanatismo religioso e tentativi di prevaricazione di chi non la pensa allo stesso modo. «Non basta appiccicarsi l’etichetta di pro-vita, per esserlo realmente», ha dichiarato Giuseppina La Delfa, presidente di Famiglie Arcobaleno.

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