18-12-2014 La “famiglia” di Faenza: modello o… stereotipo?

Tra un vaccino e un pannolino, ci giunge la notizia che a Faenza il Partito Democratico ha espresso non “una” ma La definizione di famiglia. Intenti com’eravamo a pensare alle prossime mosse del Presidente del Consiglio in materia di cosucce come i diritti civili (costituzionali) ed il diritto di famiglia, mentre preparavamo poppate e rincalzavamo pedalini, avevamo completamente trascurato la possibilità che l’irreparabile potesse succedere a Faenza, ossia che il nuovo attacco alla famiglia potesse provenire proprio dalla locale sede di un’istituzione pubblica (costituzionale), che dovrebbe occuparsi di tutti i cittadini.

Sappiamo che le nostre famiglie nulla tolgono alle altre, anzi aggiungono nuovi cittadini che prima o poi pagheranno le tasse a uno stato che li ignora, mentre avrebbero bisogno di tutto, perché non hanno niente in termini di diritti e tutele.

Attendevamo con fiducia che il Presidente del Consiglio riconoscesse legalmente le nostre famiglie, a scapito, questo sì, delle opinioni di chi è contrario. L’opinione di qualcuno non è motivo sufficiente per privare la cittadinanza dei diritti.

Ci sarebbe piaciuto, insomma, esserci dedicate e dedicati ad un comunicato stampa ordinario, dove far presente le solite cose, tipo che fra le famiglie etero ci sono certamente famiglie modello ma che la realtà è consistentemente diversa dallo stereotipo e famiglie modello sono anche quelle monogenitoriali, di coppie ricostituite, con figli di precedenti relazioni, per finire con le omogenitoriali, perché la composizione di una famiglia c’entra poco con la sua pienezza e il compito che deve assumere.

Ci tocca invece far notare che un Paese in cui il Ministro dell’Interno promuove, senza che ciò gli competa, manomissioni nei Registri dello Stato Civile in varie città fra cui la capitale, in cui il Presidente del Consiglio latita in merito all’impegno che aveva assunto di dare ai nostri bambini gli stessi diritti di tutti gli altri ed in cui la linea viene dettata in maniera improvvisata da qualcuno che forse ritiene anche che la Terra sia piatta, è un Paese in cui ad essere in discussione non sono solo i nostri diritti, che vanno solo applicati, ma la libertà di tutti i cittadini; in un parola, la democrazia.

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