CASTELNUOVO DI PORTO E GENOVA, QUANDO L’IDEOLOGIA CALPESTA I DIRITTI.

 Il Consiglio comunale di Genova ha votato nella seduta del 24 gennaio vari ordini del giorno che impegnano la giunta a riconoscere speciali agevolazioni alle sole coppie sposate iscritte nel “Registro comunale delle Famiglie”. Da tale registro, appositamente istituito nei mesi scorsi dall’amministrazione Bucci, sono escluse le coppie conviventi, quelle divorziate, i single e le unioni omosessuali. Le agevolazioni riguardano: preferenza nell’erogazione dei servizi sociali, minori costi per le certificazioni anagrafiche, maggiore facilità ad avere assegnate le case popolari, abbonamenti scontati al trasporto pubblico e per i parcheggi, deroghe per l’ingresso nelle zone a traffico limitato. La presidente di Famiglie Arcobaleno Marilena Grassadonia commenta: “Il sindaco Bucci pensa davvero che tutelare le famiglie significhi far pagare di più il biglietto dell’autobus a un bambino figlio di una ragazza madre, a chi ha i genitori separati, a chi ha due padri o due madri? Ancora una volta l’amministrazione genovese dimostra di avere più a cuore le proprie furiose battaglie ideologiche che non la tutela reale di ogni famiglia”. Il Comune di Genova è tra quelli che, nei mesi scorsi, ha negato l’iscrizione all’anagrafe dei figli di due madri, per poi essere costretto a farlo da una sentenza del Tribunale. A Genova, inoltre, questa estate la Lega è insorta contro un progetto per impiegare i richiedenti asilo nell’assistenza degli anziani, un progetto che perseguiva contemporaneamente gli obiettivi dell’integrazione e del rafforzamento del welfare per tutti. “Siamo a fianco dei molti sindaci che, in tutta Italia, sostengono le ragioni dell’integrazione di ogni diversità – orientamento e genere sessuale, cittadinanza, colore della pelle, condizioni economiche – contro le politiche discriminatorie del governo. Ne abbiamo avuto molti esempi negli ultimi giorni, a partire da chi si è schierato a favore dell’accoglienza dei migranti, ad esempio a Castelnuovo di Porto. Sono queste realtà che ci dimostrano come l’integrazione sociale sia realmente possibile e siamo vicini all’on. Rossella Muroni e al suo atto di disobbedienza civile. Spiace che pochi altri sindaci, come Bucci, si muovano invece in senso contrario, contro gli interessi della maggior parte delle persone: molte minoranze compongono, infatti, una maggioranza di cittadini che chiedono di vivere in un Paese che non li discrimini”.

Marilena Grassadonia
Presidente Famiglie Arcobaleno

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