22/06/2017 FAMIGLIE ARCOBALENO: A PERUGIA AMMINISTRAZIONE DISUMANA, INTERVENGA IL GOVERNO

 Famiglie Arcobaleno chiede al governo una parola di civiltà e umanità sulla incredibile vicenda di Perugia, dove il Comune si rifiuta di trascrivere il certificato di nascita di un bambino figlio di due mamme nato in Spagna. Mentre nel nostro Paese si discute, giustamente, di come dare dignità e cittadinanza ai nuovi italiani, in questo momento in Spagna ci sono due mamme e un figlio che non possono tornare nel loro Paese perché il bambino non ha alcuna cittadinanza, essendo impossibile registrarlo come spagnolo (le due genitrici sono italiane) ed essendo sbarrata la strada della cittadinanza italiana per colpa di una amministrazione che, nel migliore dei casi, è disinformata e reticente.
Non c'è motivo alcuno per rifiutare in toto la tutela che si riconosce a qualsiasi nato, con l'iscrizione del suo atto di nascita nei registri dello stato civile. La mancata trascrizione da parte del Comune di Perugia in questo caso non solo ha privato il bambino dei suoi genitori ma lo ha reso un vero e proprio fantasma giuridico. E’ inaudito e inconcepibile in uno stato civile. Il Comune, a quanto apprendiamo dall’associazione Omphlalos, si è rifiutato di trascrivere il certificato di nascita del bambino a seguito del parere della Prefettura, per altro non vincolante, richiesto dall’amministrazione e inviato al sindaco Romizi. L’amministrazione perugina avrebbe escluso la possibilità della trascrizione dell’atto di nascita validamente formato all’estero solo perché riporta come genitori due persone dello stesso sesso, e per questo ritenuto contrario all’ordine pubblico. Una posizione definitivamente superata da ben due sentenze della Cassazione, la prima del 30 settembre 2016 e la seconda del 15 giugno 2017, in cui si impone che l’interpretazione di ordine pubblico debba essere fatta alla luce dell'interesse superiore del minore, che si sostanzia nel diritto alla continuità del suo status familiare validamente acquisito all'estero. Le tecniche procreative con cui il bambino è venuto al mondo sono, in questo senso, assolutamente ininfluenti rispetto alla decisione. Cosa che, per altro, è confermata da un’altra sentenza del Tribunale di Trento che ha riconosciuto la piena paternità di due uomini per i loro figli nati da gestazione per altri.
Nel frattempo, dalla Corte di Appello di Roma alla Corte di Cassazione che respinge un ricorso della Procura di Torino (il 27 maggio scorso), si moltiplicano le sentenze che riconoscono a diverse famiglie omogenitoriali l'adozione coparentale.
Vogliamo sottolineare ancora una volta che oggi l’Italia riconosce alle figlie e ai figli delle Famiglie Arcobaleno una tutela a macchia di leopardo, a seconda delle singole decisioni di ogni tribunale e amministrazione. È giusto che un bambino o una bambina abbia o meno riconosciuti i propri diritti fondamentali a seconda della città in cui vive o a seconda del magistrato che i suoi genitori incontrano sulla strada della battaglia legale che sono costretti a intraprendere? La Cassazione ha ormai consolidato un orientamento a favore delle trascrizioni integrali degli atti di nascita, non è più possibile fare passi indietro: il governo dica una parola di chiarezza e indichi la strada definitiva da seguire alle amministrazioni locali, al fine di evitare mostruosità come quella che sta avvenendo a Perugia. Basta una circolare del Ministro degli Interni Marco Minniti per indicare una strada chiara. È l’ora di scriverla.

Presidente
Marilena Grassadonia
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Ufficio stampa
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