30/05/2017  NOI AL PRIDE CON LE NOSTRE FAMIGLIE

Come ricordato in un recente comunicato di Arcilesbica e condiviso con altre sigle, è iniziata la straordinaria stagione dei Pride 2017 che in Italia porterà i colori del Rainbow a sfilare o essere presenti in oltre 20 città. Grandi e piccoli capoluoghi del nostro paese saranno attraversati dalla festa dell’Orgoglio lgbtiqa, che racconta quanti passi in avanti si siano fatti lungo gli ultimi decenni, soprattutto con l’emersione dalla clandestinità sociale di milioni di persone.
Su questo, siamo tutti e tutte d’accordo. Noi donne e uomini di Famiglie Arcobaleno, tuttavia, non possiamo invece essere d’accordo sulla seconda parte del comunicato in cui si chiede di fatto una censura delle piattaforme politiche su cui queste manifestazioni poggiano e che parlano anche di gestazione per altri. Poiché queste piattaforme sono state preparate alla fine di un percorso di confronto tra gli organizzatori, non si capisce come solo adesso i firmatari del comunicato, che pure si dicono parte attiva della comunità lgbtiqa italiana e del movimento delle donne, si siano accorti di cosa c’è scritto sopra. I Pride non sono un treno su cui salire all’ultimo momento in cerca di visibilità: sono percorsi di riflessione e di elaborazione che hanno il loro culmine in una sfilata che raccoglie le istanze di chi, nei mesi scorsi, ha intessuto un dialogo con tutti gli esponenti del movimento per raccontare le proprie storie, le proprie esigenze, il proprio cammino.
Pur essendo una piccola associazione, noi questo sforzo lo facciamo da sempre e siamo orgogliosi che il movimento abbia fatto proprie alcune delle parole d’ordine che portiamo avanti da sempre. Ci spiacerebbe che adesso una parte minoritaria del movimento usasse le parate dell’orgoglio Lgbtiqa per attaccare le nostre famiglie, come fatto ad esempio a Milano l’anno scorso, a caccia di una telecamera o una macchina fotografica per guadagnare quella visibilità e quel consenso che mai hanno cercato attraverso il dialogo e il confronto. A questo proposito, è sbalorditivo e offensivo che queste associazioni lamentino la mancanza di un vero dibattito culturale sul tema della Gpa: quel dibattito loro non l’hanno mai voluto, puntando piuttosto a uscire allo scoperto solo in momenti di altissima visibilità – come durante la legge sulle unioni civili – solo per attaccare e offendere. Finora l'unico risultato politico ottenuto è stato lo stralcio della norma che regola l'adozione della figlia/o del partner che, in larghissima parte, riguarda in Italia madri lesbiche.
Ai Pride c’è spazio per i sorrisi, le differenze, le rivendicazioni d’orgoglio. Non c’è mai stato spazio per censurare e offendere le vite degli altri. Ci auguriamo che non ce ne sia mai.

Marilena Grassadonia 328 0290499
Presidente Famiglie Arcobaleno

Samuele Cafasso 347 0080486
Ufficio Stampa

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