FAMIGLIE ARCOBALENO, NUOVA SENTENZA A ROMA A FAVORE DI DUE MAMME

 La presidente Marilena Grassadonia: ora la legge, in molti tribunali diritti non riconosciuti

Roma - Una nuova sentenza del Tribunale di Roma ha riconosciuto la stepchild adoption per una coppia di mamme di Roma che hanno avuto una figlia grazie alla fecondazione eterologa.
E' la prima sentenza della Corte di Appello passata in giudicato senza che vi siano stati ricorsi dalla Procura nei termini prescritti, dopo la sentenza della Cassazione e altre quattro emesse dal Tribunale dei Minori e già passate in giudicato. Le avvocate che hanno seguito questo caso sono Titti Carraro, Silvia Menichetti e Cecilia Adorni Braccesi.

Rory Cappelli, mamma non biologica ma riconosciuta oggi grazie alla sentenza del Tribunale, ha così commentato: "Vivevo nel terrore, senza esagerazioni, che mi potesse accadere qualcosa o che potesse accadere qualcosa a nostra figlia. Vivevo nel terrore di non essere in grado di fare nulla: adesso con questa sentenza per quanto non si tratti di un'adozione piena, per quanto si sia dovuto ricorrere ad avvocati e tribunali per veder riconosciuto un diritto fondamentale, adesso, dopo quasi quattro anni, posso finalmente respirare. La bambina che ho cullato, consolato, che ho visto crescere, che ha imparato a parlare anche insieme a me, che ho curato quand'era malata, che mi ha fatto commuovere perché con le sue manine mi faceva una carezza, la bambina che mi ha sempre chiamato mamma, adesso la mamma, l'altra mamma, ce l'ha per davvero, anche per lo Stato. Potrò stracciare la delega che mi permette di andare a prenderla a scuola. Potrò rifare i documenti, metterci anche il mio nome e partire con lei. Potrò esserle accanto senza che nessuno si possa domandare chi sono".

Marilena Grassadonia, presidente dell'associazione Famiglie Arcobaleno: "Un nuovo passo in avanti, ma non dimentichiamo che la mancanza di una legge chiara che disciplini la genitorialità omosessuale nel nostro Paese impedisce a molti bambini nella stessa situazione di avere riconosciuti i loro diritti. Si sta creando nel Paese una situazione a "macchia di leopardo" che non è degna di un Paese civile. Segnaliamo in particolare che in alcuni Tribunali la situazione è bloccata da lunghissimi mesi e nessuna sentenza è mai stata emessa. La politica non dovrebbe ignorare che l'indeterminatezza delle leggi sta costringendo le nostre famiglie a una battaglia nei tribunali lunga e difficile per arrivare a ottenere tutele che la nostra Costituzione - come spiegato dalla Cassazione - già ci riconosce".


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