05/04/2016 Figli di due mamme: l’Italia deve riconoscere le adozioni a favore della madre sociale decise in Francia

Sentenza a favore di Giuseppina La Delfa (ex presidente di Famiglie Arcobaleno) e la sua famiglia a Napoli
Con una decisione depositata oggi 5 aprile, la Corte di appello di Napoli ha condannato i comuni di Serino e Santo Stefano del Sole (provincia di Avellino) per il rifiuto opposto alla famiglia di Giuseppina La Delfa e di sua moglie Raphaelle Hoedts, di riconoscere le sentenze del Tribunale di Lille con le quali è stata accordata l’adozione piena dei rispettivi figli biologici delle due donne. Una decisione assunta in tempi assai rapidi (l’udienza si era tenuta il 30 marzo scorso) e che in maniera significativa ha condannato i due comuni a pagare in solido oltre € 5.000,00 euro per le spese di lite. Adesso i Comuni dovranno trascrivere le adozioni e aggiornare i cognomi dei figli in La Delfa Hoedts.
La Corte ha ribadito il proprio precedente, sempre riguardante Giuseppina La Delfa, del luglio 2015 con il quale ha ordinato la trascrizione del matrimonio contratto all’estero, a quanto consta l’unico matrimonio che in Italia è ancora validamente trascritto nei registri dello stato civile, dopo gli annullamenti dei mesi scorsi compiuti dai prefetti. I giudici partenopei hanno difeso l’idea di una «“libera portabilità degli status” nell’ambito dell’Unione Europea e che, trasposta al caso in esame, non dovrebbe nemmeno precludere il riconoscimento per effetto delle sentenze di adozione in questione degli status di figli legittimi acquisiti dai predetti minori delle due madri, coniugate validamente secondo la legislazione dello stato di cittadinanza», concludendo che «non vi è alcuna ragione per ritenere in linea generale contrario all’ordine pubblico un provvedimento straniero che abbia statuito un rapporto di adozione piena tra persone coniugate e i rispettivi figli riconosciuti dei coniugi, anche dello stesso sesso».
Giuseppina La Delfa, esprime grande gioia per il riconoscimento di un principio fondamentale : “i cittadini europei che si muovono in Europa non possono perdere diritti e doveri passando da uno stato membro all’altro. Non è solo una battaglia politica, aggiunge, ormai i nostri figli avranno la stessa identità sui loro documenti italiani e francesi e saranno riconosciuti anche in Italia come fratelli fra loro e figli di ambedue. La vita quotidiana risulterà più semplice per tutti noi e loro saranno decisamente maggiormente tutelati ovunque in Europa.
Marilena Grassadonia, presidente di Famiglie Arcobaleno: “Questa sentenza conferma una volta ancora che la mancanza di una legge a tutela dei figli delle persone omosessuali non esime l'Italia dal riconoscere a questi i diritti fondamentali che spettano loro. Lo stralcio della stepchild adoption dalla legge sulle unioni civili è stato una battuta d'arresto, ma noi continuiamo a chiedere il riconoscimento pieno della nostra genitorialità per la tutela dei diritti dei nostri figli e delle nostre figlie".
Esprime soddisfazione l’avvocato Alexander Schuster, componente del gruppo legale di Famiglie arcobaleno e rappresentante italiano della European Commission on Sexual Orientation Law (ECSOL), che con la collaborazione dell’avvocato Giuseppe di Meo del Foro di Avellino ha difeso con successo l’ex presidente dell’associazione nel giudizio sul matrimonio e ora in quello sulle adozioni: «Non è il primo caso di rifiuto a trascrivere e sono certo che seguiranno altre sentenze di condanna di altri Comuni. Una decisione importante che giunge in tempi rapidissimi e che pone a carico dell’Amministrazione le spese causate dalle discriminazioni che lo Stato italiano impone ogni giorno alle coppie e ai genitori in ragione del loro orientamento sessuale. Le amministrazioni italiane devono tutelare e rispettare i diritti fondamentali delle persone e, in particolare, dei minori, altrimenti saranno chiamate a pagare i danni che le loro condotte causeranno, come nel caso di Napoli».
Giuseppina La Delfa, tra le fondatrici e già presidente dell’associazione Famiglie Arcobaleno, nonché membro del direttivo di NELFA che rappresenta le istanze di 26 associazioni europee di genitori omosessuali, si batte con la moglie da quindici anni per dare piena dignità alla genitorialità omosessuale e transessuale e opera per il pieno riconoscimento dei diritti e doveri delle famiglie arcobaleno in Italia e in Europa e la loro iscrizione nel diritto italiano e europeo.

Marilena Grassadonia
Presidente Famiglie Arcobaleno

Samuele Cafasso
stampa@famigliearcobaleno.org

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