14/10/2015 Ruben: due mesi, due mamme e - finalmente - una cittadinanza

In agosto Daniela e Marta hanno dato alla luce il piccolo Ruben. Non ci sarebbe niente di strano: sono due mamme Italiane, residenti a Barcellona, dove si sono anche sposate. Se non che, nell’Europa dei diritti e della libera circolazione dei cittadini, per ben due mesi il piccolo Ruben è stato un apolide. Senza cittadinanza alcuna. La Spagna, dove è nato, attribuisce lo status di cittadino secondo il principio dello ius sanguinis, ossia ai figli di cittadini spagnoli, mentre l’Italia versa in quella pietosa situazione che conosciamo, ostaggio com’è d’una becera e rissosa minoranza che in fatto di diritto di famiglia (e, in questo caso, di cittadinanza) ha una visione decisamente triste e stretta.
A causa della mancanza, in Italia, di una legge non discriminatoria verso le famiglie omogenitoriali, il piccolo Ruben, concepito e nato nell’amore di due italianissime mamme nell’Europa senza frontiere, per la stessa legge italiana non esisteva. Non ha avuto diritto alla cittadinanza del suo Paese né di nessun altro Paese. Non aveva il diritto di muoversi liberamente nell’Unione Europea, non aveva nemmeno diritto a quell’assistenza sanitaria che l’ordinamento civile oggi riconosce a chiunque a livello costituzionale.
Ci è voluto il buon senso di Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, sensibilizzato grazie alla mobilitazione immediata del gruppo campano di Famiglie Arcobaleno, per iscrivere Ruben all’anagrafe del Comune partenopeo, con le sue due mamme come genitori legali ed accogliendolo finalmente nella comunità italiana, come gli sarebbe spettato di diritto fin dal primo istante di vita.
Famiglie Arcobaleno tutta si stringe con infinito affetto intorno alla famiglia di Marta, Daniela e del piccolo Ruben in occasione di questa bellissima notizia. Ringraziamo De Magistris e Renata Ciannella di FA-Sud che non hanno perso un attimo per arrivare a sanare l’assurda situazione che si era creata.
Ribadiamo che il nostro Paese non può continuare a negare ai cittadini ed alle cittadine omosessuali ed alle famiglie omogenitoriali i loro diritti fondamentali, a cominciare dalla cittadinanza fino al matrimonio egualitario ed alla filiazione.
In mancanza di una legge chiara in merito, le nostre famiglie ed i nostri figli sono costantemente esposti all’arbitrio, alla stupidità e perfino alla bieca malafede degli omofobi: se il piccolo Ruben, anziché un sindaco civile come De Magistris, avesse incontrato lungo il proprio cammino un idiota qualsiasi, oggi forse sarebbe ancora un apolide e le sue mamme avrebbero potuto dover dilapidare somme inimmaginabili in spese legali e magari anche sanitarie.
Se non è questo un regime incostituzionale segregazionista, dunque, cos’è? Ecco perché la dignità e la piena uguaglianza di tutte le famiglie di fronte alla legge è un affare non ulteriormente rimandabile. Con buona pace degli stupidi, degli ignoranti e delle persone in malafede.

Giuseppina la Delfa
Famiglie Arcobaleno, associazione genitori omosessuali, presidente

Alberto Pertile
Famiglie Arcobaleno, ufficio stampa

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