Leopolda 2015 – Intervento di Marilena Grassadonia

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http://www.unita.tv/speciali/leopolda-2015-intervento-di-marilena-grassadonia/


Testo del discorso:

Federico, Joshua, Sara, Rebecca, Noa, Alessandro, Riccardo, Lara, Beatrice, Lia, Andrea, Lisa, Ludovico, Denis, David, Artemisia, Zoe, Dario, Diego, Flavio, Jordi, Aurora, Arturo, Agata, Gabriel, Davide, Nora, Levon, Angelica, Nina, Luca, Pietro, Amalia, Raffaele, Viola, Giorgio, Margherita, Antonio, Tito, Maja, Giosuè, Sara, Gaia, Marianne, Nicolò, Giorgia, Tommaso, Caterina, Federica, Eva, Anita, Giulia, Giada, Emma, Valerio, Arianna, Guido, Teresa, Jacopo, Sofia, Giulio, Claudio, Vittoria, Milo, Eleonora, Cloe ... e tanti altri...

Questo non è un semplice elenco di nomi, questi sono i nomi dei nostri figli.

Quando chiamate quei nomi, non appariranno davanti a voi ideologie, scelte, ipotesi…
Appaiono bambini!
Bambini in carne ed ossa con due gambe, due braccia, una mente e un cuore.

Vi troverete davanti giovani cittadini italiani, figli di questo paese, bambini e bambine che sono il futuro di questo paese.

Bambini che vivono nelle nostre città, frequentano le scuole, giocano in palestra, si tuffano in piscina; insomma bambini che fanno tutto ciò che fanno gli altri bambini italiani ma con una differenza...
sono #figlisenzadiritti.

Sono figli che non hanno il diritto ad avere riconosciuti dalla legge entrambi i loro genitori, quegli stessi genitori che li hanno desiderati, amati, voluti e che li crescono ogni giorno con amore e responsabilità.
Quegli stessi genitori che loro chiamano mamme o papà dal loro primo giorno di vita.

Noi adulti, noi tutti qui oggi abbiamo una grande responsabilità, quella di garantire loro un futuro sereno.
Dobbiamo garantire loro il diritto ad essere "fanciulli" e a vivere con spensieratezza il loro presente.

Non parliamo di ideologia, parliamo di fatti concreti, di vite.
La società cambia, la famiglia si evolve, i tribunali ci danno ragione, i nostri figli crescono…. Non c’è più tempo, non c’è più tempo per una politica fatta di indecisioni e compromessi.

Non è pensabile che nel 2015, nell’Europa dei Diritti, in Italia ci siano ancora bambini discriminati.
Oggi qui in Italia ci sono bambini, i nostri figli, che non hanno la certezza, di continuare ad essere accuditi e cresciuti dall'altro papà in caso di morte del papà biologico.

Ci sono bambini, che non hanno la garanzia di poter mantenere la continuità affettiva con entrambe le loro mamme nel caso in cui esse dovessero separarsi.

Oggi se mio figlio dovesse farsi male ed essere portato in ospedale io, che sono la mamma non biologica, non posso stare al suo fianco e tenergli la mano. Spiegateglielo!

Sempre io, per prenderlo a scuola, ho bisogno di una delega; non posso autorizzare una gita, non posso essere eletta rappresentante di classe, non posso viaggiare con lui, non posso lasciargli la mia eredità.

Poi accade anche che nelle nostre famiglie i fratelli di vita non sono fratelli per legge. Portano cognomi differenti e vanno in plessi scolastici diversi perché, all'atto dell'iscrizione, non gli è stato concesso il punteggio riservato ai fratelli.

Nelle nostre famiglie accade anche che oltre ad esserci genitori legalmente riconosciuti e genitori fantasma, ci sono anche i nonni fantasma e gli zii fantasma.

Le relazioni familiari non si creano solo tra genitori e figli, le relazioni familiari si creano anche tra nonni e nipoti, tra zii e nipoti, tra fratelli e sorelle.

Voglio essere chiara qui oggi:
La stepchild adoption non risolve tutto questo, la stepchild adoption (il massimo che oggi ci viene proposto dalla politica) èun istituto discriminante per le nostre famiglie e soprattutto per i nostri bambini,nella misura in cui crea un legame giuridico esclusivamente tra adottante e adottato non coinvolgendo o responsabilizzando la famiglia di chi adotta.

Se io dovessi morire mio figlio non potrebbe ereditare direttamente dai nonninon biologici.

Le coppie separate sarebbero costrette a “unirsi civilmente” per poter accedere alla stepchild.

Insomma la stepchild adoption “concede”.

SI, “concede” ai nostri figli delle piccole rassicurazioni ma non li “legittima” del tutto nella totalità della loro famiglia e nella realtà dei loro affetti.

E vogliamo ancora chiederci se siagiusto o no sostenerla?

Siamo qui pronti a ricevere briciole di diritti per i nostri bambini e c'è gente che ha il coraggio di dire che la stepchild è troppo???
Siamo increduli…

Voglio essere chiara ancora una volta.
La stepchild adoption serve ai nostri figli!
Ma deve essere un primo passo verso la civiltà.
Non vogliamo che i nostri figli siano “figli di serie B”.

L'Italia dopo secoli di ingiustizie ha finalmente sanato la barbara differenza che esisteva tra figli legittimi e figli naturali;non ricadiamo in quello stesso errore, leggiamo la nostra storia, abbiate il coraggio di fare un passo avanti.
Noi vogliamo poter riconoscere i nostri figli alla nascita, così come tutte le coppie di genitori di questo paese. Perchè anche in Italia, da quando è stata consentita l'eterologa, si può essere

legalmente genitori (e dirlo) anche senza avere legami biologici con quel figlio.

Vogliamo l'adozione piena e legittimante, per quei figli che esistono già.
Perchè io sarò una donna felice solamente nel momento in cui verrò inchiodata ai miei doveri di madre nei confronti di tutti i miei bambini.
Noi vogliamo poterci sposare, perchè vedere riconosciuto pubblicamente il proprio amore è un diritto di ogni essere umano.

E' l'amore che crea una famiglia, è il senso di responsabilità che la fa crescere.

Sono queste le nostre storie e noi non ci stancheremo mai di raccontarle con orgoglio perché non abbiamo nulla da nascondere.

La gente è molto più avanti della politica, la gente ha imparato a conoscerci, oltre le ideologie e i pregiudizi, ed è al nostro fianco e soprattutto a fianco dei nostri figli.

Se vogliamo davvero fare crescere questo paese dobbiamo sganciarci dalle ideologie, dai pregiudizi, dalle ipocrisie e dalle strategie politiche.
Dobbiamo guardare in faccia la realtà e rendere tutti i cittadini di questo paese orgogliosi di esserlo e felici di viverci.

E' inaccettabile che per raggiungere il diritto alla felicità noi gay e lesbiche siamo costretti ad espatriare: Spagna, Irlanda, Olanda, Danimarca, Svezia, Malta, Norvegia, Portogallo, Inghilterra, Francia tutti paesi di quell'Europa di cui l'Italia si vanta di fare parte.
Paesi dove sono state spesso le “destre” a tutelare le nostre famiglie.

Dobbiamo riprenderci il nostro orgoglio, la nostra cultura, la nostra forza, la nostra solidarietà, la nostra civiltà e un partito che si dice “progressista” come il PD deve avere la forza di fare azioni “civili” che tutelino le minoranze e tutti i cittadini di questo paese soprattutto se minori.

Noi di Famiglie Arcobaleno non ci sentiamo migliori o peggiori di nessuno, ci sentiamo semplicemente "Famiglie", famiglie come tutte le altre, famiglie che sono nate e crescono nell'amore, nel rispetto, nella responsabilità e nella cura dei figli.

Oggi Giorgia, Gabriele, Emma, Levon, Vittoria, Milo, Elisabetta, David, Flavio, Ernesto e tutti gli altri hanno bisogno di voi. Non deludeteli.
In questo stesso momento molti di loro sono lì fuori, insieme alle loro mamme e ai loro papà, per una mattinata festosa, a giocare con i palloncini, cantando ecorrendo.
Proprio come tutti gli altri bambini ma, ancora una volta, a differenza degli altri…stanno lì fuori ad aspettare che manteniate le promesse fatte.

Quando tra poche settimane sarete lì con quella scheda in mano per dire Si o NO alla loro serenità, ricordatevi i loro nomi, ricordatevi le loro facce e non avrete dubbi su cosa fare.

Marilena Grassadonia - Presidente Famiglie Arcobaleno

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