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FA al Pride 2006

Spettacolo teatrale per bambini
Milano, 17 marzo 2007

Famiglie Arcobaleno al TorinoPride06

Come lo scorso anno anche questa volta Famiglie Arcobaleno ha sfilato al Pride nazionale con un trenino carico di palloncini, pancioni, bambini e allegria.
Si è vista persino comparire qualche lacrimuccia di commozione tra gli adulti che si sono trovati a passare tra due ali di lunghissimi applausi.
Per alcuni esserci è costato un piccolo sforzo, lo scorso anno infatti le famiglie dell’associazione erano finite sulle prime pagine dei giornali oggetto di frasi intimidatorie, calunniose ed irrispettose da parte di voci più o meno istituzionali.
Quasi nessuno si era allora levato in difesa dei genitori che scendevano in piazza per difendere i propri figli, improvvisamente sembrava condivisa un’idea del Pride da italietta guardona: non uno strumento di rivendicazione politica ma un teatrino vietato ai minori.
Le famiglie sono state accusate di strumentalizzare i propri figli per non si capiva bene quali secondi fini, ma chi strumentalizzava chi? Oggi che non c’è un referendum sulla fecondazione assistita alle porte, nessuno sembra aver notato il trenino, non un telegiornale, non un quotidiano, non un pezzo di colore. Eppure per noi la situazione è la stessa dello scorso anno, ed esattamente come lo scorso anno eravamo lì.
Siamo scesi in piazza per chiedere prima di tutto rispetto per le nostre famiglie: che le voci aggressive e offensive che numerose si levano nel dibattito pubblico sappiano che stanno parlando di donne, uomini, bambini in carne ed ossa; che si smetta di parlare al condizionale dei figli di persone omosessuali perché questi bambini esistono già, e sono sempre esistiti anche in passato, nel silenzio e nel segreto; che si smetta di offenderli in nome della religione, della natura, di una morale, dell’opportunità politica e si cominci a pensare in termini di stato di diritto. E infatti siamo scesi in piazza anche e soprattutto per chiedere ai legislatori, ai tribunali dei minori, ai politici, di prendere atto della presenza dei nostri figli, di iniziare a pensare come garantire loro quei diritti e la dignità che per gli altri sono acquisiti alla nascita: poter ereditare dai propri genitori, poter continuare a vivere nella propria famiglia e nella propria casa anche in caso di eventi drammatici e luttuosi, poter avere i genitori accanto se ricoverati, avere la sicurezza di essere protetti anche se il nucleo famigliare dovesse sciogliersi perché in caso di separazione loro restano comunque i soggetti più deboli, aver diritto al rispetto sociale.
Attualmente una interpretazione ipocrita della morale sembra impedire che questo avvenga, Famiglie Arcobaleno chiede a chi governa il paese di iniziare ad interrogarsi senza pregiudizi su quale sia “il superiore interesse del bambino” anche per i nostri figli, e legiferare di conseguenza.
È questo che vuole dire il nostro trenino.