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in collaborazione con
Prof. Gaetano De Leo
Cattedra di Psicologia Sociale e Giuridica
dell’Università degli Studi
di Bergamo
e la partecipazione
della Presidente del Tribunale per i Minorenni di Milano
Dott.ssa Livia Pomodoro

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PROGRAMMA
Sabato 25 novembre
Crescere in famiglie omogenitoriali
Contributi dal diritto, dalle scienze psicologiche e sociali
GIORNATE DI APPROFONDIMENTO
Sabato 2 dicembre
La genitorialità omosessuale nella quotidianità
Sabato 16 dicembre
Supporto alla genitorialità nelle situazioni di crisi
Sabato 13 gennaio
Inserimento sociale e scolastico dei bambini che crescono in famiglie omogenitoriali
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ATTI DEL CONVEGNO
PHOTOGALLERY

Comitato scientifico
Gaetano De Leo, Giuseppina La Delfa, Paola Valentini
Segreteria Scientifica
Presso Cattedra Psicologia Sociale e Giuridica - Università di Bergamo
Chiara Cavina, Simona Dolci
Segreteria organizzativa
Soc. coop. The future in the present
sede legale c.so San Gottardo 19, Milano
Ass. Famiglie Arcobaleno
sede legale via Bezzecca 3, Milano
Grafica e Web
LaPluma - web agency
Con il contributo di
Arcigay Milano
Promosso da
Arcigay Nazionale, Arcilesbica Nazionale
Ringraziamenti
Alessandra Olcese - Random Production
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Intervento di Sergio Lo Giudice
(Presidente Nazionale Arcigay)
La questione della genitorialità omosessuale, che rappresenta ancora oggi un tabù in Italia,
è nell'agenda del movimento Igbt italiano da più di vent'anni: il diritto ad adottare è nel programma approvato, nel 1985, dal II Congresso nazionale dell'ARCIGay. Il tema, tuttavia,spesso è stato accantonato a causa della forte opposizione riscontrata nella società e nelle forze politiche, così come in parte anche nello stesso movimento Igbt.
La prima proposta di legge a ventilare la possibilità d adozione anche per le coppie dello stesso sesso è quella sulla "Disciplina delle Unioni Civili"depositata da NickiVendola nel 1996, dove si legge: "Lo stato di unione civile non può essere motivo ostativo all'adozione o all'affidamento".
Nel 1998, a seguito dell'approvazione della legge sulle adozioni a gay e lesbiche in Olanda, si riaccende il dibattito anche in Italia. Si accende un dibattito su l'Unità: a Ferdinando Camon, che ne mette in rilievo le presunte implicazioni negative, Arcigay risponde precisando che "non si parla del diritto di gay e lesbiche ad adottare ma del diritto del bambino a ricevere un'accoglienza materialmente ed affettivamente adeguata ed un'opportunità di armonico e sereno sviluppo della propria personalità" e spostando il tema dalle adozioni alla "'eliminazione di quelle cause che rendono problematico l'esercizio della propria genitorialità biologica alle persone omosessuali, per le quali la legge italiana non prevede alcun riconoscimento delle relazioni affettive".
Tuttavia le organizzazioni Igbt si sono trovate negli anni in serie difficoltà ad affrontare il tema perché ogni ragionamento sulle coppie dello stesso sesso è stato accompagnato da reazioni aggressive sul rischio di affidamento di bambini alle coppie gay e lesbiche. Due esempi:
1. Nel 2000 è la Lega Nord lancia una campagna antl-omosessuale tutta centrata sul no alle adozioni alle coppie gay. Umberto Bossi dichiara: "I poteri occulti hanno tentato di far passare in Europa, con l'appoggio dei comunisti e delle lobby gay, l'affidamento dei bambini in adozione alle coppie omosessuali. Guai, Europa! Giù le mani dai bambini, sporcaccioni". E ancora: "la gente non vuoI sentire parlare di nazisti che vogliono dare i bambini alle coppie omosessuali. I bambini hanno, invece, bisogno di una famiglia naturale e tradizionale".
2. Nell'aprile 2003 il Pontificio Consiglio per la Famiglia, presieduto dal Card. Alfonso Lopez Trujillo pubblica il volume "Lexicon - Termini ambigui e discussi su famiglia, vita e questioni etiche". AI capitolo "Diritti del bambino, violenza e sfruttamento sessuale", scritto da Dorotas Kornas- Biela si legge "La parte liberale tace in modo assoluto di fronte al fatto che l'abuso sessuale parta dall'educazione dei bambini nelle cosiddette famiglie composte da una coppia omosessuale. Un figlio adottato da una coppia omosessuale o una figlia adottata da una coppia di lesbiche diventa una fadle vittima dei loro bisogni sessuali, diretti verso un partner dello stesso sesso". La voce "Omosessualità e omofobia'" dove si sostiene che "l'omosessualità è contraria al vincolo sodale" e che ''l'omofobia è un argomento di malafede e un prodotto dell'ansietà della psicologia omosessuale" è stata redatta da Tony Anatrella, autorevole consulente del Vaticano, oggi inquisito in Francia per pedofilia. Nel 2003, il dibattito sulla legge 40 sulla procreazione medicaimente assistita è stata l'occasione per le assodazioni Igbt di rilanciare il tema della maternità lesbica. In un comunicato Arcigay del dicembre 2003 si legge: "Il divieto per le donne lesbiche sterili di ricorrere alle tecniche di fecondazione assistita non ha alcun fondamento se non nella volontà di subordinare una legge di tutela del diritto alla salute ad una concezione religiosa". Quel dibattito ha consentito di spostare l'attenzione dal piano puramente normativo delle adozioni a quello sociale della maternità lesbica. Infatti, rispetto alle adozioni gay (riferite peraltro dai media sempre agli omosessuali maschi) rimangono forti resistenze: secondo un sondaggio di Vanity Fair del 2004, il 21,7% degli intervistati è favorevole - il 33% fra i laureati - mentre il 74,1% è contrario.
La piattaforma programmatica della manifestazione del Torino Pride ha rilanciato il tema dell'omogenitorialità come fenomeno sociale diffuso. Vi si legge: "Chiediamo di affrontare, sul piano sociale e normativo il, tema della genitorialità omosessuale, cioè dei figli di lesbiche e gay, che riguarda migliaia di genitori e di bambini/e del nostro Paese." Su questo tema, che riguarda direttamente il diritto dei minori ad avere pari opportunità di crescita serena, potrà essere più facile creare una simpatia sociale nel paese.
Sergio Lo Giudice è nato nel 1961 a Messina dove si è laureato in Filosofia prima di trasferirsi, nel 1984, a Bologna.
Insegna filosofia e storia al Liceo Scientifico Copernico,dove coordina un progetto sull'accoglienza degli adolescenti gay e lesbiche a scuola.
Presidente del circolo Arcigay il Cassero di Bologna dal 1993, tre anni dopo diventa responsabile nazionale salute e organizzazione di Arcigay.
Nel 1997 è eletto portavoce nazionale del Coordinamento Omosessuali del PDS.
Nell'aprile 1998 fonda Alètheia - Coordinamento nazionale degli insegnanti omosessuali.
Nel giugno dello stesso anno è eletto presidente nazionale di Arcigay.
Dal 2002 fa parte del Consiglio comunale di Bologna.
Nel marzo 2005 è stato riconfermato alla guida di Arcigay.

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