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in collaborazione con
Prof. Gaetano De Leo
Cattedra di Psicologia Sociale e Giuridica
dell’Università degli Studi
di Bergamo
e la partecipazione
della Presidente del Tribunale per i Minorenni di Milano
Dott.ssa Livia Pomodoro

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PROGRAMMA
Sabato 25 novembre
Crescere in famiglie omogenitoriali
Contributi dal diritto, dalle scienze psicologiche e sociali
GIORNATE DI APPROFONDIMENTO
Sabato 2 dicembre
La genitorialità omosessuale nella quotidianità
Sabato 16 dicembre
Supporto alla genitorialità nelle situazioni di crisi
Sabato 13 gennaio
Inserimento sociale e scolastico dei bambini che crescono in famiglie omogenitoriali
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ATTI DEL CONVEGNO
PHOTOGALLERY

Comitato scientifico
Gaetano De Leo, Giuseppina La Delfa, Paola Valentini
Segreteria Scientifica
Presso Cattedra Psicologia Sociale e Giuridica - Università di Bergamo
Chiara Cavina, Simona Dolci
Segreteria organizzativa
Soc. coop. The future in the present
sede legale c.so San Gottardo 19, Milano
Ass. Famiglie Arcobaleno
sede legale via Bezzecca 3, Milano
Grafica e Web
LaPluma - web agency
Con il contributo di
Arcigay Milano
Promosso da
Arcigay Nazionale, Arcilesbica Nazionale
Ringraziamenti
Alessandra Olcese - Random Production
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Intervento di Alessandro Achille Galvani
(Pedagogista AGEDO)
Il contributo che in Italia la pedagogia può portare alla comprensione e all'integrazione sociale delle persone omosessuali che hanno fatto una scelta genitoriale sarebbe importante, se non ché la riflessione e la pratica educative sono carenti sostanzialmente in ogni ambito in cui le persone omosessuali nascono, crescono e vivono quotidianamente.
Le problematiche che si presentano all'interno delle famiglie d'origine, qualora una o un adolescente arrivino a percepirsi come omosessuali, vengono sostanzialmente ignorate, al punto che le ripercussioni sullo sviluppo di una identità omosessuale integrata sono molteplici e gravi. Quelle problematiche che non vengono affrontate in sede di formazione della propria identità, ossia in adolescenza, si ripercuotono sulle persone gay e lesbiche in età adulta, ma altresì sulle loro famiglie d'origine, sulle loro famiglie d'elezione e sul clima culturale generale nel quale sono inserite, sia esso l'ambito lavorativo o quello relazionale.
Paradossalmente la pedagogia ha già individuato da tempo le problematiche da affrontare e le prospettive sulle quali sperimentare alcune pratiche educative, che in altri settori sono già state ampiamente utilizzate con ottimi risultati. Essendo infatti gli e le omosessuali dei portatori di un'identità imprevista, essendo fruitori di modelli inadeguati, essendo portatori di un'identità innominabile, in questo clima ne crescono spesso come adolescenti isolati, giovani che si puniscono, adulti incapaci do costruzione di progettualità relazionale. Le pratiche per ovviare a questo clima ostile sono: l'educazione alla nominabilità delle diversità sessuali, l'offerta di modelli adeguati all'identità di cui si è portatori, il sostegno alle famiglie con figli e figlie omosessuali affinché possano essere luogo di confronto, di riconoscimento dei bisogni, e nei frequenti casi di vessazione e bullismo ai danni di persone omosessuali, siano anche strumento di prevenzione della violenza a cui sono sottoposti i figli, e infine di promozione del loro benessere.
Sebbene in Italia una consistente parte della popolazione omosessuale sia già de facto genitore, l'esistenza e i vissuti di questi genitori, dei loro figli e delle loro figlie, persino quello delle loro famiglie di origine viene negato e ignorato dalla riflessione pedagogica e dalla pratica dei servizi a sostegno della genitorialità. Nessun servizio può dirsi efficace se censura una parte della popolazione al quale viene rivolto.
Ripercorrere le problematiche e ipotizzare alcune prospettive pedagogiche, attraverso lo sguardo della pratica educativa, serve a cercare strumenti condivisi per limitare i danni che la cultura omofoba attuale produce sulle persone omosessuali e su quelle eterosessuali attorno a loro, serve a promuovere una versione integrativa delle diversità e del vissuto di persone che vivono differentemente le diversità e i bisogni di cui sono portatori. A partire dai silenzi che gli ambienti educativi e familiari costruiscono intorno alla condizione omosessuale, è necessario analizzare lo stato dell'arte all'interno delle pratiche più in uso, dalla pedagogia nera, a quella confessionale, a quella multiculturale.
Affinché gli ambienti che si devono occupare per statuto della crescita, dello sviluppo, del sostegno ai figli, ai genitori, alle famiglie d'origine, siano in grado di trasferire la ricchezza di un approccio rispettoso delle diversità, a partire dal momento del proprio riconoscimento di una diversità radicale, sino ai progetti di vita che in quanto adulti si possono voler realizzare. Sempre che non si voglia che figli e figlie di coppie omosessuali crescano con la stima e l'affetto per i propri genitori (che "incidentalmente" sono gay e lesbiche) e l'odio per i loro coetanei apertamente omosessuali, come il clima sociale nel quale sono immersi insegna loro.
Alessandro Achille Galvani, pedagogista, è specializzato nella consulenza educativa presso quelle strutture che si occupano della prevenzione di violenza, bullismo e della promozione del benessere delle minoranze socio-sessuali.
Lavora presso l'Associazione Genitori di Omosessuali, coordinando progetti che promuovano l'integrazione dell'identità omosessuale all'interno del nucleo familiare.

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