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Riportiamo la lettera di Valentina Vandilli e diamo piena solidarietà a Manuel Incorvaia e Fabrizio Zanardi che hanno iniziato lo sciopero della fame per richiedere la calendarizzazione di una legge per il matrimonio civile in Italia e che giacciono nell'indifferenza dei media:
Buongiorno,
mi chiamo Valentina Vandilli, sono una lesbica italiana che ha deciso di agire in prima persona nel campo della lotta per i diritti, ritenendo che una partecipazione diretta sia essenziale.
Vorrei metterLa a conoscenza del caso di Manuel e Fabrizio, due uomini gay di Savona che hanno deciso di portare avanti uno sciopero della fame dal 4 Gennaio per richiedere la calendarizzazione di una legge per il matrimonio civile in Italia.
I media italiani hanno dato poco risalto ad una iniziativa tanto clamorosa oscurando letteralmente una coppia che ha deciso di chiudere all'angolo la politica digiunando fino a che i parlamentari non decideranno di esaminare una delle decine di leggi che giacciono in Parlamento per il riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso.
Esso sarebbe un passo importante per cominciare a garantire a tutti i cittadini e a tutte le cittadine il principio fondamentale di eguaglianza e pari dignità sociale così come stabilito dalla nostra Costituzione, sancendo il diritto di registrare a tutti gli effetti le loro unioni, indipendentemente dal loro sesso e dal loro orientamento sessuale.
Credo infine che lottare per tale riconoscimento sia una affermazione comune di libertà a tutti coloro che condividono aspirazioni inclusive, laiche e fondate sulla parità dei diritti, lottando contro ogni forma di pregiudizio, esclusione o discriminazione, la stessa che la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea vieta in qualsiasi forma.
La invito a prendere conoscenza della vicenda, leggendo l’articolo di seguito, da me pubblicato sul mio sito, ed a prendere a cuore il loro caso agendo con urgenza.
Grazie per la disponibilità.
Valentina Vandilli www.vandilli.it
340.3139720
---------------------------------------------------------------------- La storia di Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia
Il 6 Gennaio 2010 è uscito un bollettino medico con certificati allegati di uno dei due ragazzi, Francesco Zanardi, causa un malore da stress
’Bollettino medico del terzo giorno rilasciato a causa di un malore durante la notte.
Nella serata di ieri alle ore 23,37 è stato necessario l’intervento di una ambulanza e a scopo cautelativo di una unità di rianimazione a causa di uno shock anafilattico di cui sono stato vittima, malore di cui sono a conoscenza che mi accade molto raramente , sopratutto in momenti di stress. Allego i certificati medici, la nota ha solo l’obbiettivo di informarvi dell’accaduto che non pregiudicherà lo sciopero della fame. Marco Visconti, il medico che ci assiste durante lo sciopero è stato informato ore 10,05 del 6 gennaio 2010. Cordialmente Zanardi Francesco.’ .
Ma nonostante il malore non demordono e continuano con la loro protesta!
Tutto ciò che chiedono questi due ragazzi è il riconoscimento della loro unione in quanto matrimonio civile.
Il loro può sembrare un gesto estremo, alcuni lo hanno definito addirittura stupido o inutile.
La cosa certa è che questi ragazzi sono stati lasciati soli: né le istituzioni, né le associazioni, né i media si occupano del loro caso.
Perché?
Siamo di fronte ad un caso di omertà diffusa, quasi come se si volesse giustificare questo silenzio,
lo stesso che i Media e le maggiori associazioni LGBT italiane stanno adottando col caso di Manuel Incorvaia e Francesco Zanardi.
Manuel e Francesco hanno anche inviato un appello su Facebook per suggerire alcuni modi per aiutarli concretamente. Gruppo Facebook per propore sostegno concreto: http://www.facebook.com/event.php?eid=245262121519&ref=mf
Tra i sostenitori dello sciopero indicati da Zanardi si trovano:
- Don Franco Barbero, esponente delle comunità cristiane di base;
- Sergio Rovasio, segretario associazione Radicale Certi Diritti;
- Donatella Poretti, Senatrice radicale - Pd;
- Anna Paola Concia, deputata Pd;
- Vladimir Luxuria, già parlamentare;
- Franco Grillini già parlamentare, Direttore di Gaynet;
- Alessandro Cecchi Paone, giornalista;
- I rappresentanti regionali del movimento Gay Italiani e del movimento Europa Intervieni.
Sicuramente sono molte le notizie cui dare quotidianamente risalto, ma come mai, ad oggi,
associazioni importanti come Arcilesbica, Arcigay e il Mario Mieli non hanno scritto nulla sui loro siti?
In pochi si sono interessati:
Non è forse questa una buona occasione per provare a ricucire le varie spaccature all’interno del movimento nazionale tentando di portare avanti un’azione coesa e costruttiva, “affinché il Parlamento calendarizzi le proposte di legge sulle unioni civili e il matrimonio gay”, così come dichiarato dai ragazzi?
Per molti tutto ciò potrà sembrare una semplice fiction inscenata per un momento di visibilità.
Io invece credo che non dovrebbe diventare un’ulteriore occasione mancata: senza strumentalizzare in alcun modo la sofferenza e facendo leva sulla suggestione del caso, ritengo che se si decide di arrivare ad un gesto così estremo è perché è venuta meno la fiducia in quei rappresentanti ed in quelle stesse Istituzioni che dovrebbero dare una risposta seria e concreta.