Se decidi di acquistare i tuoi libri su IBS e ci arrivi dal sito di Famiglie Arcobaleno
(clicca sul logo di IBS) IBS riconoscerà una commissione a Famiglie Arcobaleno per ciascun acquisto. (Modalità e regole previste da IBS Partnership Programme)
La seguente è una lettera inviata alla redazione di "Cominciamobene" da una blogger, in seguito ad una puntata sull'omogenitorialità andata in onda lo scorso 8 Settembre:
Spettabile redazione Rai di “Cominciamo Bene”,
in merito alla trasmissione di oggi – 8 settembre – sull’omogenitorialità, abbiamo dovuto constatare ancora una volta, nonostante il programma faccia parte del palinsesto di Raitre e nonostante la stima per il dottor Mirabella, che questi faccia a faccia realizzati in nome, e con la scusa, del contraddittorio e del rispetto per le opinioni di tutti, risultano essere controproducenti per la causa delle persone omosessuali (che secondo il mio punto di vista dovrebbero rifiutarsi di partecipare a queste condizioni).
Il titolo certo è un bel titolo: “Cominciamo bene”. Peccato però che noi si vada avanti male…
Ma prima di spiegare il motivo, bisognerebbe forse porre una domanda cruciale e cioè: qual’è lo scopo primario di queste trasmissioni? Perché decidete di fare una trasmissione sull’omogenitorialità? Lo fate per informare e magari contribuire a cambiare la mentalità delle persone sconfiggendo l’ignoranza e il pregiudizio o lo fate, in questo particolare momento, per fare audience?
La risposta a questa domanda, forse retorica mi rendo conto, è di fondamentale importanza. Perché se lo scopo è fare audience, certo, quale modo migliore che fare un bel dibattito invitanto esponenti della comunità insieme a Rocco Buttiglione e Italo Bocchino?
Se invece lo scopo è informare, educare, sconfiggere il pregiudizio e l’ignoranza, allora ci sono alcuni elementi che forse dovreste prendere in considerazione:
Uno è che l’omofobia non è un fenomeno soggetto a opinabilità per cui necessiti prevedere dibattiti e faccia a faccia. Ed è estremamente grave a mio avviso che la redazione di un programma che si definisca serio, seppure di intrattenimento, non lo tenga presente e non si renda conto della “impari condicio” che vi è in Italia a proposito di omosessualità e omogenitorialità quando si affronta l’argomento in questi termini e con queste modalità.
Non esiste opinabilità su questioni che hanno a che fare con evidenze scientifiche, principi costituzionali, diritti civili, anzi, fondamentali.
- Evidenze scientifiche: l’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’American Psycological Association, il dsm, gli ordini degli psicologi e degli psicanalisti si sono pronunciati da anni sull’omosessualità come “variante della sessualità umana” e non come malattia, disturbo o devianza. E non è tutto, siamo più avanti: c’è una vasta letterattura scientifica che parla di ricerche sui figli nati da coppie omosessuali che crescono sani tanto quanto gli altri (se non di più, dico io, visto il grado di consapevolezza e di preparazione delle coppie omosessuali che probabilmente daranno a quel figlio più amore di quanto molti eterosessuali “genitori per caso” sarebbero in grado di dare).
- Evidenze scientifiche: è come se la Rai domani mattina invitasse in trasmissione uno che sostiene che il sole gira intorno alla terra. E’ opinabile questo? Se fossero ancora vivi e fosse già dimostrato che è invece la terra a girare intorno al sole, invitereste Newton e Galileo in un faccia a faccia? A quale scopo? Ops, già, forse per fare audience!
- Principi costituzionali: art. 3 della Costituzione di un paese che dovrebbe essere laico.
- Diritti civili (e fondamentali): quelli che in Italia, malgrado le evidenze scientifiche e i principi costituzionali di cui sopra, non esistono e si fa di tutto per negare, principalmente per non inimicarsi una chiesa omofoba e oggi colpevolmente silente sulla violenza ai danni delle persone glbt; una chiesa medioevale che continua a definire l’omosessualità una perversione e un vizio; una chiesa che associando l’omosessualità alla pedofilia vuole buttare addosso a persone perbene, visibili e autentiche, quali sono il 99 per cento degli omosessuali, una “malattia” e una “perversione” che non riguarda i gay ma è fenomeno, non certo secondario e trascurabile, interno ad essa. Perché è la pedofilia, quella sì, ad essere un disturbo grave. Oltre ad essere violenza e nefandezza. Francamente non mi spiego altrimenti questa associazione, assolutamente infondata e inaccettabile ai danni di un gruppo di cittadini, molti dei quali credenti.
Per non parlare del fatto che la chiesa è contraria a depenalizzare l’omosessualità nei paesi del mondo in cui questa è un reato che prevede addirittura la pena di morte (la sacralità della vita non riguarda i gay che devono morire come morivano gli ebrei della shoah….altro colpevole silenzio che la chiesa “cristiana” cattolica ha sulla coscienza!)
Non credo di esprimermi in modo isterico se ritengo una vera vergona che con questa idea (non voglio dire in malafede, ma di certo malsana) di ascoltare e rispettare le “opinioni “di tutti, la televisione inviti prelati e politici omofobi a discutere se i gay sono persone come gli altri o no, hanno diritti o no, se possono adottare o se possono avere figli con l’inseminazione. Non credo di dire eresie nel definire questa televisione “complice” di quello che si sta verificando in questo paese. Invero non solo per quello che riguarda gli omosessuali, ma tant’è, di questo ora si sta parlando.
E non credo di esagerare nel ritenere che questa televisione, bellissima scatola magica ai suoi esordi, è diventata oggi una”scatola maledetta” che rincretinisce e confonde le idee ai cittadini. Quando addirittura non le INfonde…
Ho già scritto altrove che bisognerebbe mandare i nostri politici, e invero anche molti nostri giornalisti, in speciali scuole per rivedere questa strana idea di uguaglianza per cui l’omofobia è un’”opinione” e allora bisogna dare agli omofobi il diritto di parlare o per cui, ad esempio, (vedi alcune dichiarazioni di Buttiglione non molti giorni fa) una legge che tuteli le persone omosessuali dai reati a sfondo omofobico è una legge che crea diritti particolari e privilegiati…
Forse in questo paese siamo impazziti e davvero bisogna re-insegnare o insegnare alle persone che l’unica, vera uguaglianza, non può che essere quella che riconosce, accoglie, valorizza e COMPENSA le differenze e le ingiustizie.
Don Milani, che era un cristiano vero, diceva che l’unico modo per ristabilire le pari opportunità è dare di più a chi ha di meno.
Ecco, se mi permettete (e sempre che la risposta alla domanda iniziale sia che fate trasmissioni del genere per informare correttamente e sconfiggere il pregiudizio e l’ignoranza”) è quello che suggerisco a voi, perché una vera “par condicio”, una reale “pari opportunità” che *compensi* la discriminazione, l’ignoranza e l’ingiustizia che da secoli si abbattono sulle persone omosessuali, richiederebbe spazi televisivi nei quali le persone omosessuali potessero esprimersi, dare informazioni, e raccontare le loro storie senza avere di fronte personaggi che con la loro malafede e la loro arroganza camuffata con toni e modi “filosofici” arrivino a snervare l’interlocutore e a confondere il telespettatore.
Inoltre, se proprio non avete tempo di documentarvi sulle ricerche, cercate di invitare in studio chi di omogenitorialità si occupa da anni, dal punto di vista scientifico e giuridico (anche se dovrebbe bastare unicamente il buon senso e la logica per capire certe cose).
Per inciso e con tutto il rispetto, devo dedurre che l’Avvocato Bernardini di Pace non è addentrata e/o specializzata in diritti e cause di separazione per causa glbt se, sminuendo la questione, cita una sentenza del Tribunale di Napoli che sancisce che l’orientamento omosessuale del genitore non incide sull’affidamento dei figli. Non può non sapere un’avvocata dell’esperienza della B.De Pace che, anche se le sentenze a favore sono sempre più numerose, ogni tribunale è a sé e non è affatto detto sia su quella scia. Non può non sapere – e far sapere – che molte donne vengono di fatto minacciate dai mariti sulla questione dell’affidamento dei figli con la motivazione, magari condivisa da un giudice omofobo, che lo sviluppo del bambino non sarà sereno nel venire a contatto con situazioni che potrebbero turbarlo (?) e quindi sono donne spaventate e facilmente ricattabili.
Per chiudere, pur comprendendo in questo caso specifico le ragioni e l’esigenza di cercare di sanare una situazione in cui i bambini figli di coppie gay e lesbiche non sono tutelati, penso che le persone glbt dovrebbero rifiutarsi di andare in trasmissioni che li espongono ad uno stress (”minority” ma non certo “minoritario”) dannoso ed inutile, perché fin quando le trasmissioni televisive saranno concepite in questo modo non cambierà una virgola per le persone omosessuali in Italia.
Mi auguro invece che gli omosessuali, così come tutti quei cittadini che non hanno ancora perso del tutto la capacità di pensare, spengano la tv e scendano in piazza sempre più numerosi.